Aurascolto, pagina per non vedenti


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Poesia di Marina Minet Musica di Raul Lovisoni La bellezza di Dio La bellezza di Dio è il grano colmo; La dorata distensione in levatura Che dichiara fuoco e pace Coltivata e sradicata Di partenza È nel giglio che sul fango avanzò bianco Lacerandosi le vene possedute Quando il sangue condensava le sue nevi Nuvolose ai fondali deportati È la foglia appena usata Posandosi preghiera e poi promessa Per le rondini sparite primo stormo Senza avvisi a dirsi tristi Moltitudini sbocciate E dico che bellezza è ogni contorno Precisato definito impegno E legame dimmancabile esattezza Con il centro rivelato grezzo Ché poi bellezza è anche un prato fermo La terra che irrisolta culla spenta Sopra gli occhi che lasciarono accostati Le radici fecondate Ma di bellezza a parte premio il grigio - Muro in evasione. La penombra della sera moribonda Screziata verbo e piaga Adorabile assonanza Ed è verità Lossatura dei crolli sollevati. Il certo del presente e il dubbio dellassente Come una ferità inflitta oggi Al domani non sanata E bellezza ancora è la pace dei relitti. La presenza a istinto morta e sprofondata Come pianta dillusione O di peggio sacrificio a chi per sé La bellezza di Dio è linverno che strattona Come demone di bene in distruzione Che in rinascita concorda sfregi e strazi Onorandosi bandito le altre ali Vedo gli occhi vertebrati Sagoma di Dio: Gli ovuli nati; Un ritorno sempre in viaggio. Nidi e pianti e infine soste Fino allavvenuta degli artigli Tenera intrusione